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Guerre intestine

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Ansia e stress minacciano l’equilibrio del microbiota intestinale

Gonfiori, difficoltà di digestione, sindrome del colon irritabile. Il 40% della popolazione adulta mondiale soffre di patologie gastrointestinali.

È quanto emerge da uno studio pubblicato sull’autorevole rivista americana Gastroenterology. Negli ultimi mesi i disturbi intestinali hanno fatto registrare un picco a causa del COVID-19. La pandemia ha portato con sé disagi psicologici connessi alla costante paura del virus e alle incertezze legate al lavoro. Le patologie intestinali emergono più facilmente in concomitanza di situazioni di difficoltà personale o di stress. Esiste infatti una stretta correlazione fra cervello e intestino.

Le ansie e le pressioni, a cui l’organismo è sottoposto, alterano l’equilibrio del microbiota intestinale (disbiosi) causando delle continue microinfiammazioni enteriche, che alla lunga possono avere effetti rovinosi per la salute. Disturbi cognitivi e dell’umore, aumento della percezione del dolore, livelli alterati di cellule possono essere i primi segnali di una possibile disbiosi. Non vanno assolutamente trascurati perché alla lunga potrebbero tramutarsi in malattie infiammatorie intestinali fino ad arrivare a patologie autoimmuni.

Per conoscere l’origine dei sintomi e per prevenire eventuali patologie intestinali è utile sottoporsi al test del microbiota intestinale.
Nel caso siano riscontrate alterazioni della comunità microbica, è possibile conoscere l’entità e i batteri potenzialmente responsabili di tali alterazioni. Un profilo sano del microbiota intestinale migliora la salute di tutto l’organismo

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